Quando dalla lavatrice i capi escono…bucati!

I capi presentano diverse composizioni, lana, viscosa, poliestere e sono stati sottoposti ad un lavaggio a secco con percloroetilene.

Tutti i capi dopo il lavaggio con il percloroetilene hanno presentato la formazione di buchi. I buchi sono di grosse dimensioni e sono stati osservati al microscopio. Presentano geometrie definite legate a contatti di natura chimico/termica. I tessuti in lana e i tessuti in poliestere sono particolarmente resistenti all’azione degli acidi e le lane possono risentire della presenza di sostanze alcaline. Nel caso in oggetto riteniamo che l’unica sostanza che potrebbe aver dato luogo ad un degrado così repentino dei tessuti di lana e di poliestere possa essere l’acido solforico.

L’acido solforico si trova nelle batterie per auto e nelle officine e un contatto casuale potrebbe aver dato luogo durante il lavaggio a secco all’evidenziarsi della problematica. Altra possibile origine, determinata dalla forma e geometria dei bordi dei buchi, è una bruciatura da cenere o sigaretta che si è poi evidenziata durante il lavaggio a secco. Non sono conosciute le condizioni dei capi prima del lavaggio a secco ma le operazioni di lavaggio con solvente non producono danni similari né sono in grado di alterare in tale modo le fibre dei capi. Affinché si abbia la formazione di buchi come quelli presenti, sono necessarie le condizioni indicate sopra in quanto i lavaggi possono dar luogo a macchie, alterazioni dell’aspetto ma non a buchi siffatti che sono anomali.

Riteniamo che l’origine dei buchi sia da ricercarsi in contatti dei materiali con sostanze chimiche o cenere estranei al lavaggio dei capi e che comunque non sono insite nel ciclo di pulitura.
L’origine dei buchi su materiali così diversi è da ricercarsi in condizioni casuali ed estranee alle modalità di lavaggio a secco utilizzate in lavanderia.